Progetti come Avvicinare le Montagne e molti di quelli illustrati nel PNRR Piemonte per l'area Devero Veglia minacciano splendidi habitat alpini! 


Mappa interattiva

Avvicinare le Montagne

Le nostre obiezioni

Conclusione

Salviamo l'Alpe Devero! Anche tu puoi farlo

Avvicinare le Montagne

Nuovi alberghi, bar, ristoranti, impianti di risalita, piste da sci, per slittini, per Mountain bike, bacini per la neve artificiale, con adeguate strade, parcheggi, servizi.

Dove? Dalla località sciistica di San Domenico, negli affascinanti spazi montani verso la leggendaria Alpe Devero da un lato e l’incontaminato Teggiolo dall’altro, aree al limitare del Parco Devero Veglia, per la maggior parte all’interno di un sito Natura 2000 protetto dall’Unione Europea.

È il contenuto del tanto discusso Piano Strategico “Avvicinare le Montagne” proposto dalla Provincia del VCO e da quattro Comuni.

Costo dell’intervento: 43 milioni di spesa pubblica e 130 dell’investitore privato, la Società San Domenico Ski.

Il Devero è minacciato dal progetto di un faraonico comprensorio turistico estate – inverno denominato “Avvicinare le Montagne”: la proposta di trasformazioni di aree montane tutelate e apprezzate per il paesaggio, la ricchezza degli habitat e delle specie rare, in un nuovo comprensorio turistico con importante potenziamento di impianti a fune, nuove piste, strutture edilizie e infrastrutture.

160.000
metri cubi di bacini d'acqua per l'innevamento artificiale
9.000
metri quadrati di nuove superfici costruite
77.200
metri quadrati di nuovi parcheggi asfaltati
444.000
metri quadrati di territorio consumato per nuove piste, MTB, slittini, ecc.
“Avvicinare le montagne”: piano strategico delle amministrazioni pubbliche
2017
Protocollo di Intesa

Le premesse nascono in un Protocollo di Intesa per lo sviluppo ed il rilancio turistico dei Comuni, sottoscritto nel marzo 2017 tra le Amministrazioni locali e la Società San Domenico Ski srl, dal 2009 proprietaria delle strutture e degli impianti del comprensorio San Domenico e di due sciovie nel comprensorio dell’Alpe Devero. A fronte di un “importante programma di investimenti privati in infrastrutture di trasporto (impianti), 


infrastrutture ricettive (alberghi, ristoranti, bar) ed infrastrutture di servizio (posteggi, centri polifunzionali, ...) con l'obiettivo di rilanciare la località di "San Domenico" non solo meramente come stazione sciistica ma come località turistica integrata, estiva ed invernale” avviati dalla “Società San Domenico Ski srl, “i Comuni e gli Enti interessati hanno condiviso e promosso il programma di sviluppo e rilancio turistico”.

2018
Piano Strategico

Nel febbraio 2018 dunque viene proposto un Piano Strategico, chiamato “Avvicinare le Montagne” mediante un Accordo Territorialetra la Provincia del VCO e i Comuni di Baceno, Crodo, Varzo e Trasquera . La Società San Domenico Ski srl risulta ente attuatore del Piano.

Il Piano Strategico pubblicato a febbraio propone la costruzione di nuovi impianti  


infrastrutture di grande impatto con più di 50 interventi: seggiovie a sei posti, con cupole in plastica, alti piloni, stazione intermedia di 60 metri di lunghezza; bar, punti panoramici artificiali, bacini e cannoni per la neve artificiale; piste da sci, da slittini, discese da MTB per l’estate; ristrutturazioni e nuovi centri di recettività in completa violazione delle volumetrie del Piano Paesistico, un centro polifunzionale di servizi nell’Alpe di 2500 mq.

2018

"Avvicinare le montagne" è il nome di un ingente progetto di infrastrutturazione (impianti a fune, investimenti residenziali, strade e parcheggi) che mira a collegare la località di San Domenico alla preziosa località dell’Alpe Devero -e a estendersi sul monte Téggiolo - alterando per sempre l’aspetto che le rende unica e preziosa.
Il progetto si estende ai confini del Parco Veglia Devero, per lo più in aree protette dall’unione Europea per tutelare habitat e specie rare, in uno scenario alpestre di inestimabile valore per la biodiversità e di eccezionale bellezza dal punto di vista paesaggistico.

Al Piano strategico “Avvicinare le Montagne” si oppone l’opinione pubblica e chi ama il Devero. 106.000 persone hanno firmato la petizione “Salviamo l’Alpe Devero”: visita a e firma le petizione.

"Avvicinare le Montagne” ha aperto nel 2018 la necessaria Valutazione Ambientale Strategica.

  • La VAS ha concluso nel dicembre di quello stesso anno 2018 la fase di specificazione in cui gli enti competenti hanno espresso i propri pareri, molto critici e vincolanti.
  • Il passo successivo è il Rapporto Ambientale, che deve essere elaborato dalla parte proponente per armonizzare il progetto con il recepimento delle osservazioni degli enti preposti, rapporto che secondo la procedura sarà sottoposto a osservazioni pubbliche. A oggi non è stato pubblicato.

Dal 2018 la procedura è ferma.

2019

Le Amministrazioni hanno provato in diversi modi a proporre gli interventi per altre vie. Pur senza la Valutazione Ambientale di insieme, il primo passo è stato di proporre uno degli interventi del Piano stralciandolo dal Piano di insieme, ricevendone così l’approvazione.

In data 27.5.2019, la Giunta Regionale ha dato via libera alla realizzazione dell'intervento relativo a miglioramenti della strada di accesso alla stazione sciistica San Domenico. L’intervento però è indicato come parte di Avvicinare le Montagne, inserito come opera a carico del bilancio pubblico nel quadro degli interventi del Piano Strategico.
Le Associazioni Legambiente, Lipu e il Comitato Tutela Devero in data 26.9.19 hanno avviato un ricorso al TAR nei confronti delle Amministrazioni coinvolte (Regione, Provincia VCO e i quattro Comuni) e della Società San Domenico Ski srl in quanto le opere “costituiscono uno “stralcio funzionale” del più ampio progetto di interventi, il cui iter approvativo è ancora in corso”. Pur senza volersi opporre al rifacimento e alla messa in sicurezza di una strada, legalmente era necessario opporsi a questo stratagemma che avrebbe avvallato un primo intervento dell’intero Piano Strategico senza avere l’approvazione dell’impatto ambientale che comporta. Qui il comunicato stampa relativo al ricorso.

A livello normativo numerosi sono stati i tentativi per modificare le normative di tutela esistenti. Tra questi:

  • Il Comune di Trasquera (Sindaco Arturo Lincio) l’11 novembre 2019 chiede alla Regione l’Attivazione del percorso di revisione del Piano Paesaggistico Regionale. il Piano impedisce lo scavalcamento del crinale e di fatto la realizzazione del collegamento e del comprensorio unico San Domenico – Devero. L’iter di un Piano Paesaggistico è lunghissimo e coinvolge le istituzioni nazionali; il piano paesaggistico della Regione Piemonte è stato pubblicato recentemente nel novembre 2017.
  • La Provincia (Presidente Arturo Lincio) il 13 dicembre 2019 chiede alla Regione Piemonte di ridefinire i confini delle ZPS, le Zone a protezione speciale. “Così come sono occupano più del 38 per cento, è mal cartografata e impedisce qualsiasi politica di sviluppo”. Ma è praticamente impossibile. Non esistono in tutta Europa casi di sentenze nazionali o europee che abbiano autorizzato a sacrificare porzioni di patrimonio naturale di un Sito Natura 2000 a favore di un’attività turistica e ricreativa. I progetti per cui questo è avvenuto sono progetti di ben altra importanza nazionale e internazionale: ad esempio grandi porti e aeroporti di livello nazionale e internazionale, non certo a favore di una piccola stazione sciistica.

2021

Nell’aprile 2021 numerosi progetti di “Avvicinare le Montagne” sono stati proposti nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza per ottenere i finanziamenti dell’Unione Europea. Finanziamenti ispirati alla transizione verde, alla protezione e ripristino della biodiversità, a favore delle prossime generazioni. A questo link la mappa dei progetti proposti.

Il Club Alpino Italiano, il Comitato tutela Devero, la Federazione Nazionale Pro Natura, Italia Nostra Regionale del Piemonte, Italia Nostra VCO, Legambiente Nazionale, Mountain Wilderness, Salviamo il Paesaggio Valdossola hanno fatto una segnalazione alla Commissione Europea e alle autorità Nazionali dimostrando l’incompatibilità con le norme europee e chiedendo di escludere i progetti da quelli finanziabili.

2022

Gli impianti già realizzati in Alte Val Bondolero all’interno di un sito protetto dall’Unione Europea hanno inciso negativamente sugli habitat e le specie protette.

Il Club Alpino Italiano, il Comitato tutela Devero, la CIPRA, la Federazione Nazionale Pro Natura, Italia Nostra Regionale del Piemonte, Italia Nostra VCO, Legambiente Nazionale, LIPU Torino, Mountain Wilderness, Osservatorio Permanente dell’ambiente, Salviamo il paesaggio Valdossola hanno nuovamente segnalato alla Commissione Europea le minacce già attuate e quelle possibili se si realizzassero i progetti.

Alcune proposte di interventi di “Avvicinare le montagne”
Seggiovia Devero Cazzola

Il piano strategico “Avvicinare le Montagne” prevedere la sostituzione dei tre impianti, una seggiovia e due skilift, che collegano attualmente Devero al Monte Cazzola con una nuova seggiovia...

Allungamento della seggiovia sulla cima del Cazzola: perché?

La nuova seggiovia prevede l’allungamento del percorso di circa 200 metri a monte verso il Cazzola...

Funivia di collegamento

[in costruzione]

Le nostre obiezioni

La unicità del Devero compromessa


Devero è un luogo affascinante, ormai rarissimo in tutto l’arco alpino per la conservazione dell’ambiente, tutelato dalla legislazione europea (Natura 2000) e regionale: vi si entra solo a piedi, l’architettura mantiene caratteri originali in virtù di un ottimo Piano Paesistico.

Il valore dell’Alpe Devero, che ne fa un unicum di particolare pregio, è la vastità di spazi liberi, privi di interventi antropici, di toccante bellezza e accessibili facilmente. 


Dai piccoli laghi di origine glaciale, alle rarissime torbiere alpine; dalle distese di rododendri ai maestosi lariceti; dalle 145 specie di uccelli, 50 delle quali col rischio di estinguersi, alle 800 specie di fiori, il Devero presenta una ricchezza di habitat e specie che sono protette dalle norme italiane e dall’Unione Europea perché la loro conservazione è di interesse comunitario.


Il progetto danneggia per sempre il paesaggio e l’ambiente: invece che bellezza, silenzio e biodiversità si vogliono folle e infrastrutture permanenti e invasive. Seggiovie a sei posti con cupole in plastica, alti piloni, stazioni fino a 60 metri di lunghezza, bar e punti panoramici in cemento, servizi, sbancamenti, bacini e cannoni per la neve artificiale, nuove piste da sci, slittini e mountain bike. Interventi immobiliari abnormi nella piana del Devero; infrastrutture di accesso con posteggi per migliaia di visitatori.

Gli interventi previsti, invece che “valorizzare” l’area, ne altererebbero le caratteristiche danneggiando in modo perpetuo i suoi valori. 

Gli interventi previsti sono destinati a infrastrutturare queste Alpi per l’accoglienza di un turismo di grandi masse con un impatto antropico sconvolgente che non si concilia con i valori della fruizione consapevole e della conservazione del territorio protetto per la sua biodiversità e i cui valori sarebbero definitivamente alterati. Un nuovo comprensorio turistico:

  • richiede un turismo di massa necessario per la sua sostenibilità economica che è però incompatibile con la tutela dell’ambiente. Una tesi di laurea ha calcolato che per ripagarsi gli investimenti, entro il 2051 l'area dovrebbe arrivare ad ospitare 3,3 milioni di turisti all'anno;
  • infrastrutture, recettività e impianti sono dimensionati per un numero insostenibile di fruitori;
  • comporta un turismo di massa, culturalmente inconsapevole, votato a un consumo veloce, rumoroso, con infrastrutture di forte impatto ambientale, e impattante in modo drastico sulle peculiarità del territorio;
  • snatura i veri valori del territorio dell’Alpe Devero, votata invece a un turismo dolce, lento, culturalmente consapevole e fatto di numeri sostenibili.

    Siamo assolutamente convinti che, conservando l'attuale ricchezza intrinseca del luogo, il “valore” di un’area come il Devero non possa che aumentare nel corso del tempo, costituendo un patrimonio di inestimabile pregio da consegnare ai nostri figli anche come imprescindibile modello per sviluppare un rapporto con l’ambiente in grado di scongiurare lo stravolgimento a cui altrimenti sarà inevitabilmente condannato. Non si tratta di decrescita felice, ma di inderogabile cambio di rotta rispetto a un modello consumistico e dannoso.
La normativa lo vieta


Il Devero è cuore di aree protette (LINK). Approvare l’ipotizzato sviluppo impiantistico sarebbe in palese contrasto con le normative vigenti.

Il territorio è tutelato da una attenta legislazione (locale, regionale, nazionale ed europea) che nasce per preservarne la qualità. Tra questi:

La normativa europea

I siti sui quali si vogliono costruire gli impianti sono per lo più all’interno della rete Natura 2000, sito IT1140016 "Alpi Veglia e Devero - Monte Giove" (anno 1995), tutelati dall’Unione Europea come Zone di Protezione Speciale (ZPS) e Siti di Importanza Comunitaria (SIC) per garantire habitat, flora e fauna rari. Essi contengono un numero rilevante di habitat e specie rare il cui stato di conservazione sarebbe minacciato dalle opere previste. L'Italia è già sottoposta a una procedura da parte della Commissione Europea per la cattiva applicazione delle norme sulle valutazioni ambientali (VAS e VIncA).

Il Piano Paesistico

L’area interessata dai progetti confina inoltre con il Parco Veglia Devero ed è tutelata come “Zona di Salvaguardia” e regolata dal lungimirante Piano paesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero (anno 2000) che virtuosamente ha protetto i valori dell’architettura tradizionale montana impedendo un’espansione incontrollata di strutture edilizie.

Il Piano Paesaggistico

Avvicinare le Montagne, nei suoi obiettivi, mira a collegare Devero a San Domenico ed espandersi sull’incontaminato Téggiolo tramite un sistema di impianti a fune. Il collegamento non è consentito in un’area tutelata dall’Unione Europea, ed è vietato dal Piano Paesaggistico Regionale (anno 2017) che non ammette il valico dei crinali montani. Una imponente funivia di collegamento è stata “per ora” (così nel Piano Strategico: vedi VAS-1. Pag. 164, PS-1.1 Pag. 27, PS-1.2 Pag. 44, PS-1.2 Pag. 45) stralciata dal progetto ma descritta come “necessaria, come parte integrante fondamentale del Piano Strategico” (così nel Piano Strategico: PS- 1.2 Pag. 48). Ma nonostante il divieto di nuovi impianti in aree protette dall’Unione Europea e il divieto di valicare i crinali mediante la funivia, i promotori dichiarano: ”si è scelto di eliminare l’intervento in ipotesi dal piano strategico allo scopo di semplificarne la valutazione”. Hanno stralciato il fulcro del progetto per facilitare l’approvazione della Valutazione Ambientale Strategica, che senza la previsione del collegamento perde la sua validità.



Ma a chi conviene?

Abbiamo condotto alcune simulazioni economiche basandoci sulle informazioni rese disponibili nel Piano Strategico. I dati utilizzati sono ovviamente quelli di un anno ideale, con buon innevamento invernale e molte giornate di sole d'estate.

Con questi dati, e quindi senza le dovute correzioni (per esempio senza diminuzioni dei giorni di apertura invernale visto che quelli utilizzati sono di un anno particolarmente favorevole, senza applicare una curva di consolidamento del business, utilizzando i dati di stazioni mature fin dal primo anno del nuovo comprensorio San Domenico, senza i costi delle attività di lancio, come spese di pubblicità e comunicazione), abbiamo provato a costruire un primo scenario di proiezione del business plan sul lungo periodo.

Già in questo primo scenario ottimistico, con le ipotesi fatte, il progetto «Avvicinare le montagne» risulterebbe un investimento anomalo, che di certo non attirerebbe gli investitori tradizionali (banche) o speculativi (fondi di private equity e banche d’affari). Infatti il Pay Back Period dell’investimento (anni necessari per ripagare l’investimento e cominciare a guadagnare) risulterebbe essere di 30 anni per le attività sportive (sci, MTB, trekking) e di 48 anni per le attività ricettive.

In un secondo scenario più realistico abbiamo introdotto le correzioni sopra citate e aggiunto gli anni necessari alla costruzione delle infrastrutture (almeno 7-8 anni). In questo caso il Pay Back Period risulterebbe essere di 50 anni per le attività sportive (sci, MTB, trekking) e di 70 anni per le attività ricettive.

Con Pay Back Period così lunghi il business risulterebbe evidentemente insostenibile, anche perché supererebbero la vita utile degli impianti stessi. Inserendo un rinnovamento degli impianti ogni 15-20 anni l’investimento non si riuscirebbe più a ripagare.

Anche una tesi in Economia e Finanza della facoltà di Bergamo, del tutto terza rispetto al Comitato, ha concluso che: gli investitori di Avvicinare le Montagne, riuscirebbero a ripagarsi gli investimenti solo se entro il 2051 l'area arrivasse ad ospitare 3,3 milioni di turisti all'anno!

Conclusione

La tentazione di trasformare questo preziosissimo territorio è sempre in agguato; i progetti si susseguono e, come Proteo che prende mille diverse forme, appaiono sempre vari e molteplici.

L'associazione Comitato Tutela Devero vigila e si attiva, insieme a una rete di persone italiane e straniere, di Associazioni, di professionisti, per evitare che il valore inestimabile del Devero venga alterato.

Salviamo l’Alpe Devero! Anche tu puoi farlo: